Natale 2016

    La ricetta del nocino arriva direttamente dal modenese anche se in tutta Europa viene preparato un liquore ottenuto dal mallo della noce messo in infusione nell’alcool a 90°. A Modena e in genere in Emilia Romagna, le tradizioni si rincorrono e tutti hanno una 'ricetta della nonna' da seguire religiosamente. Quello che occorre sono delle noci verdi, cioè i piccoli malli acerbi raccolti direttamente dalla pianta, e dell’alcool. Il liquore viene poi degustato durante tutto l’anno e diventerà una delizia sulle vostre tavole, perché le spezie lo impreziosiscono e lo rendono davvero speciale.

    Ingredienti

    • Noci: 30
    • Alcool: 1,5 l
    • Cannella: 1 pezzettino
    • Zucchero: 500 gr
    • Chicchi di caffè: 10
    • Chiodi di garofano: 10
    • Limone: 1
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    Ricetta e preparazione

    Ecco le istruzioni.

    1. Tagliate anzitutto le noci in quattro pezzi e mettetele a macerare in un recipiente di vetro grande, insieme con la cannella, i chiodi di garofano, i chicchi di caffè, la scorza di limone, lo zucchero e l'alcol.

    2. Chiudete ermeticamente il recipiente ed esponetelo al sole per 40 giorni, scuotendolo di tanto in tanto e ritirandolo durante la notte.

    3. Alla fine del 40 giorno, filtrate accuratamente il prodotto, imbottigliate e lasciate riposare per 12 mesi prima di assaggiare.

    La storia del nocino

    Il nocino fatto in casa

    Il noce, dai cui malli si ottiene il nocino dopo una macerazione alcolica di circa 40 giorni, ha sempre vantato una sacralità pagana, che gli veniva già riconosciuta da Greci e Romani, spesso legata ai riti esoterici delle streghe che si raccoglievano sotto i suoi rami per demoniaci sabba. Ancora oggi la tradizione vuole che le noci verdi per questo liquore si raccolgano soltanto durante la notte del 24 giugno, giorno in cui un tempo si festeggiava il solstizio d'estate e che oggi ricorda religiosamente la figura di San Giovanni Battista. La "guazza" di quella notte è considerata dalla tradizione una panacea per tutti i mali; le doti stomatiche del nocino erano già conosciute addirittura nel '500 poiché trovano testimonianza nel "Tesoro della Sanità" del famoso medico Casto Durante de Gualdo. Il retaggio è certamente padano, ma il liquore è entrato a far parte della tradizione gastronomica di quelle zone vocate alla produzione di noci; infatti anche a Napoli le vecchie famiglie legate alla tradizione offrono a fine pranzo questo liquore ricavato dalle noci, che viene chiamato nucillo per le evidenti inflessioni dialettali. Da ricordare, inoltre, che a Spilamberto, in provincia di Modena, esiste dal 1978 l’associazione “Ordine del Nocino Modenese” che organizza, promuove e sostiene iniziative e manifestazioni per tutelare, valorizzare e diffondere l’antica tradizione del nocino.

    La variante all'anice

    Una variante golosa può essere quella con l’anice stellato, un’altra profumata spezia che può rendere ancora più profumato il liquore. Provate ad aggiungerne quattro pezzetti alla ricetta, togliendo i chicchi del caffè, avrete un gusto alternativo!

    Consigli

    Degustare liscio a temperatura ambiente a fine pasto, magari con l’accompagnamento di un buon dolcetto.

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