Pesto genovese

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    Tempo:

    30 min

    Difficoltà:

    Facile

    Calorie:

    100 Kcal/Pers
      Il pesto alla genovese è un condimento che ha fatto la storia della cucina italiana. Più di 200 anni portati benissimo che sono legati indissolubilmente ai colori, ai sapori e agli odori di una terra bellissima come la Liguria. Un po' di storia e segreti Il nome pesto deriva dall’antico metodo di preparazione del piatto attraverso l’utilizzo di un mortaio rigorosamente di marmo e un pestello di legno. Questo lento metodo consente alle foglie di profumato basilico, ingrediente base della salsa, di sprigionare tutto il loro sapore. Ora in tutti i banco frigo del supermercato è possibile trovare il pesto alla genovese, ma ovviamente ricco di conservanti e aromi. Prepararlo in casa è, invece, sicuramente più facile e genuino. Un altro piccolo consiglio: utilizzate delle piante giovani con tante belle foglie. Una ricetta fresca e tipicamente estiva.

      Ingredienti

      • Basilico: 50 gr
      • Aglio: 2 spicchi
      • Pecorino: 30 gr
      • Parmigiano: 50 gr
      • Olio: 3 cucchiai
      • Pinoli: 1 cucchiaio
      • Sale grosso: 1 pizzico
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      Ricetta e preparazione

      Ecco le istruzioni.

      1. Mettete, per iniziare, nel mortaio il sale, l'aglio, il basilico aggiunto poco alla volta e, per ultimi, i pinoli. Se non avete i pinoli, in alternativa ricordate che si potrebbe usare un cucchiaio di noci.

      2. Ora pestate il tutto, facendo nel mortaio un movimento rotatorio, cercando di amalgamare bene tutti gli ingredienti.

      3. Una volta che tutto il composto sarà ben amalgamato, aggiungete Pecorino, Parmigiano e olio. L'olio dev'essere versato quasi goccia a goccia e, nel frattempo, bisogna far sì che venga mescolato col movimento sempre rotatorio del pestello. Tutto dovrà risultare ben amalgamato.

      Consigli

      Se volete utilizzarlo per condire la pasta, ricordate, prima di scolarla, di prendere un cucchiaio di acqua di cottura e versarlo nel pesto appena fatto. Altrimenti, un'alternativa molto buona sarebbe quella di mangiarlo sul pane precedentemente bruscato.